19/06/09

L'impresa come sistema sociale aperto

Le imprese, dalla Fiat alla Telecom, condividono tutte alcune caratteristiche che le accomunano, da cui si può ricavare una definizione generale di quello che è un'impresa:
L'impresa è un sistema economico, aperto e dinamico che ha come obiettivo quello di produrre, vendere e ricavare profitti.
Sistema perchè è un insieme di elementi integrati ed interdipendenti, Economico perchè finalizzato a soddisfare bisogni attraverso l'impiego di risorse limitate, Aperto perchè è in costante rapporto di scambio con l'ambiente esterno, Dinamico poichè è sistematicamente in cambiamento e in evoluzione.

Gli elementi che costituiscono l'impresa sono sostanzialmente l'elemento umano (i lavoratori) e i mezzi tecnici (le macchine): assieme questi due elementi lavorano per produrre e vendere beni o servizi.
Oltre a questi, bisogna dire anche che l'ambiente in cui opera l'impresa possa essere considerato parte di essa, in quanto fra ambiente ed impresa vi è un considerevole scambio di input (fattori produttivi e influssi ambientali) che poi vengono trasformati in output(prodotti e servizi e altri fattori): ad esempio le materie prime fornite dall'ambiente vengono lavorate e trasformate in servizi per l'ambiente stesso, come strade, ponti, ospedali..

L'impresa è in continua relazione con l'ambiente esterno attraverso gli scambi di mercato con gli altri soggetti dell'ambiente; tali scambi avvengono nelle seguenti fasi:
  1. Acquisizione di fattori di produzione
  2. Vendita nel mercato di prodotti e servizi
  3. Acquisizione o rimborso di capitale
Ogni scambio è caratterizzato da un prezzo, il quale rappresenta la sintesi delle condizioni di scambio (quantità beni, mezzi di trasporto etc etc)

I flussi di ricavi e di costi andranno poi ad essere rilevati dalla contabilità generale dell'impresa, che ha come fine la scrittura del bilancio d'esercizio

04/06/09

La teoria delle preferenze del consumatore: come il consumatore raggiunge l'equilibrio 1

LA CURVA DI INDIFFERENZA E IL SAGGIO MARGINALE DI SOSTITUZIONE

Si definisce curva di indifferenza di un consumatore, il luogo geometrico di tutte le combinazioni di un bene X e un bene Y che implicano la medesima utilità e tra le quali il consumatore è indifferente. La curva passante per quei punti è una curva di indifferenza, cioè significa che ogni paniere passante per questa curva ha la stessa utilità per il consumatore; se un paniere si trova al di sopra tella curva, avrà utilità maggiore, e sarà preferito dal consumatore, se invece si trova al di sotto, allora sarà "scartato" dal consumatore, in quanto ha un'utilità minore.

La teoria dell'indifferenza si basa su due ipotesi fondamentali:
  • Ceteris paribus, il consumatore preferirà consumare sempre una quantità superiore di un bene rispetto a quantità inferiori dello stesso bene (ipotesi di non sazietà del consumatore)
  • Quanto più è minore la quantità consumata di un bene, tanto minore è la quantità che il consumatore è disposto a cedere o a rinunciare per aumentare di una unità il consumo di un altro bene (ipotesi del saggio marginale di sostituzione decrescente). Per questo, la curva di indifferenza ha pendenza negativa.

Della prima ho già parlato prima, ora mi occuperò della seconda:
Il saggio marginale di sosituzione (SMS) misura la quantità di un bene che bisogna offrire al consumatore per compensarlo di una unità ceduta dell'altro bene.
In formule, il SMS è dato dal valore assoluto del rapporto fra la variazione del bene X e la variazione del bene Y.

Per concludere, segnalo che un insieme di curve di indifferenza formano una mappa di indifferenza.

02/06/09

La teoria delle preferenze del consumatore: introduzione

La teoria delle preferenze del consumatore ipotizza che gli individui siano in grado di ordinare i panieri di consumi alternativi stabilendo quali siano i panieri preferiti, ma non in che misura siano preferiti.
Un paniere di beni è definito come un insieme di di quantità di diversi beni: un paniere può essere composto da 5 mele, 6 pere 3 banane...oppure 3 mele, 7 pere e 4 banane...ciascuna diversa combinazione di quantità di beni differenti rappresenta panieri diversi.
Il consumatore sa ordinare i panieri e scegliere quali di essi sia preferito, ma non sa in che misura esso lo sia.

01/06/09

L'utilità marginale: la legge dell'unità marginale decrescente

La teoria dell'utilità marginale distingue fra l'utilità totale, ovvero la soddisfazione totale ottenutà dal consumo di un determinato bene, e l'utilità marginale, ossia la variazione di utilità derivante da un piccolo aumento o una piccola diminuzione della quantità utilizzata di quel bene.

La legge fondamentale che sta alla base della teoria dell'utilità marginale, detta legge dell'unità marginale decrescente, è la seguente:
L'utilità che ogni individuo ottiene dal consumo di unità successive di un determinato bene diminuisce al crescere del consumo totale del bene, a parità di consumo di tutti gli altri beni

In pratica cosa dice: se io ad esempio voglio dell'acqua, il primo bicchiere sarò disposto a pagarlo un certo prezzo, ad esempio 2...il secondo, essendomi già soddisfatto parzialmente con il primo, sarò disposto a pagarlo men (1.8)...e così via..



Elasticità della domanda e dell'offerta: Elasticità del'offerta

ELASTICITA' DELL'OFFERTA

Il grado con cui la quantità offerta reagisce ad una variazione del prezzo del bene è definita reattività dell'offerta rispetto al prezzo.

L'elasticità dell'offerta rispetto al prezzo è definita come il rapporto fra la variazione percentuale della quantità offerta e la variazione percentuale del prezzo; poichè la curva di offerta ha una pendenza positiva, l'elasticità sarà positiva.

INTERPRETAZIONE

L'elasticità del''offerta può presentarsi in tre casi:
  • elasticità nulla, nel quale la quantità offerta non varia al variare del prezzo
  • elasticità infinita, nel quale ha quel determinato prezzo viene offertà una quantità infinita del bene, e nulla a prezzi superiori o inferiori
  • elasticità unitaria, nel quale la variazione percentuale dell'offerta è uguale a quella del prezzo


COSA DETERMINA L'ELASTICITA' DELL'OFFERTA?

Come per la domanda, non c'è solo un fattore che determina l'elasticità dell'offerta per un dato bene: si hanno infatti più fattori, come il periodo di tempo che si considera, dalla facilità con cui i produttori si possono spostare dal produrre un certo bene ad un altro, e, come per la domanda, dai consumatori (reddito, situazione sociale etc etc)

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