11/08/10

Le vendite tradizionali nel mercato nazionale: vendite ad enti pubblici


VENDITE AD ENTI PUBBLICI


Le vendite ad enti pubblici sono i beni e/o servizi che l'impresa vende ad un ente statale, che può essere il comune, l'università, la provincia etc etc. Vediamo ora il perchè è un caso particolare.

Ipotizziamo che sia stata svolta un'operazione tipo questa:

Vendita di cancelleria all'università di Milano per 1000 euro (iva 20%)

La differenza sta nell'iva: il cedente può avvalersi del rinvio dell'esigibilità dell'iva (deve emettere subito la fattura, annotarla nel registro delle fatture entro 15 giorni e rinviare l'accertamento del debito iva) oppure rinunciare al rinvio e trattare l'ente pubblico come un qualsiasi altro cliente (vedere: vendite imponibili).

Se si avvale del rinvio, la scrittura contabile è:

Fattura
  • Aspetto finanziario: sorgere di credito, variazione numeraria attiva, in dare di un conto numerario "Crediti v/cliente (oppure università)", SP
  • Aspetto economico: sorgere di ricavo, componente positiva di reddito, in avere di un conto numerario di reddito "Vendita cancelleria", CE
  • Aspetto fiscale: sorgere di debito, variazione numeraria passiva, in avere di un conto numerario "Iva ad esigibilità differita", SP

Vendita cancelleria

Crediti v/clienti

DARE

AVERE

1000

DARE

1200

AVERE

Iva ad esigibilità differita

DARE

200

AVERE




1


5

2

Crediti v/clienti

a

Diversi

Vendita cancelleria

Iva ad esi differita

1000

200

1200



Incasso

  • Aspetto finanziario: entrata di banca, variazione numeraria attiva, in dare di un conto numerario "Banca c/c", SP
  • Aspetto finanziario: estinzione di credito, variazione numeraria passiva, in avere di un conto numerario "Crediti v/clienti", SP

Banca c/c

Crediti v/clienti

DARE

1200

AVERE

DARE

AVERE

1200



1

1

Banca c/c

a

Crediti v/clienti

1200




Ora bisogna "trasformare" l'iva, da esigibilità differita a iva a debito

  • Aspetto fiscale: estinzione di debito, variazione numeraria attiva, in dare di un conto numerario "Iva ad esigibilità differita", SP
  • Aspetto fiscale: sorgere di debito, variazione numeraria passiva, in avere di un conto numerario "Iva a debito", SP

Iva ad esigibilità differita

Iva a debito

DARE

200

AVERE


DARE

AVERE

200


2

2

Iva ad esigibilità differita

a

Iva a debito

200



Se invece, non si avvale del rinvio, la scrittura è tale e quale alla vendita imponibile (vedi articolo).


10/08/10

Le vendite tradizionali nel mercato nazionale: vendite imponibili ed esenti



Le vendite tradizionali nel mercato nazionale sono le operazioni di vendita che un'impresa effettua all'interno del proprio paese. Esse si distinguono in varie categorie:
  • Vendite imponibili
  • Vendite non imponibile o esenti
  • Vendite ad enti pubblici
  • Anticipi/Acconti da clienti
  • Rettifiche alle vendite

Queste sono le operazioni nel mercato nazionale che andremo ad analizzare.

VENDITE IMPONIBILI

Sono le vendite soggette ad Iva. Nella maggior parte dei casi l'Iva è pari al 20% del valore del bene, ed essendo vendite è a carico dell'impresa verso l'erario (sarà quindi Iva a debito).

Un esempio di questo tipo di vendita potrebbe essere:

Vendita di prodotti finiti per 10000 euro (iva 20%), incasso fra 10 giorni

Bene, l'operazione si svolge in questo modo:
  • Aspetto finanziario: sorgere di credito, variazione numeraria (o finanziaria è uguale) attiva, in dare di un conto numerario (finanziario) "Crediti v/clienti", SP
  • Aspetto economico: sorgere di ricavo, componente positiva di reddito, in avere di un conto economico di reddito "Vendita Prodotti finiti", CE
  • Aspetto fiscale: sorgere di debito, variazione numeraria passiva, in avere di un conto numerario "Iva a debito", SP

Crediti v/clienti

Vendita prodotti finiti

DARE

12000

AVERE

DARE

AVERE

10000

Iva a debito

DARE

AVERE

2000



Data

1

5

2

Crediti v/clienti

a

Diversi

Vendita pf

Iva a debito

10000

2000

12000



ora avviene l'incasso:

  • Aspetto finanziario: estinzione di credito, variazione numeraria passiva, in avere di un conto numerario (finanziario) "Crediti v/clienti", SP
  • Aspetto finanziario: Entrata di cassa, cvariazione numeraria attiva, in dare di un conto numerario "Cassa", SP

Cassa

Crediti v/fornitori

DARE

12000

AVERE

DARE

AVERE

12000




1

1

Cassa

a

Crediti v/fornitori

12000




VENDITE ESENTI


Le vendite esenti sono tali e quali a quelle precedenti, l'unica variabile è l'iva, che qui non è presente. L'esempio è quindi lo stesso, però non bisogna registrare i 2000 euro di iva a debito, tutto qui.

Concetti fondamentali di partita doppia



Tanto per introdurre il tutto, vediamo il perchè le operazioni vengono registrate in un certo modo.


Nella partita doppia abbiamo due sezioni:

  • Dare, in cui vengono registrate le componenti negative di reddito e le variazioni attive di capitale
  • Avere, in cui vengono registrate le componenti positive di reddito e le variazioni passive di capitale
Gli strumenti in cui vengono registrate le operazioni (che utilizzeremo e si utilizzano di solito) sono il Libro Mastro (che poi diventerà superfluo) e il Libro Giornale.

Il bilancio d'esercizio di un'impresa è composto da:
  • Stato Patrimoniale che si divide in attività, passività e patrimonio netto,
  • Conto Economico, che si divide in costi e ricavi
  • Nota integrativa

In base alla natura del conto, esso sarà numerato con il suo codice del piano dei conti, che (per ora) lo suddividiamo in:
  • SP attivo codice 1
  • SP passivo codice 2
  • SP patrimonio netto codice 3
  • CE costi codice 4
  • CE ricavi codice 5
I codici proseguono, ma quelli verranno visti in seguito. Questi sono i fondamentali.

09/08/10

Metodologia di Rilevazione

In questa sezione parlerò della prima parte di Ragioneria (in università di solito è messa come Economia Aziendale: Metodologia di Rilevazione).

Metterò solamente pratica con degli esempi, quindi no teoria (o comunque pochissima parte), in questo modo sarà molto più facile e comprensibile, in più arriverà direttamente al punto. Qui sono solo degli esempi (anche sui conti) quindi può essere che molti di voi non svolgano il tutto come me, ma non importa. Ciò che è importante è dove i conti vadano iscritti, quello è universale, con il metodo della partita doppia.

08/08/10

L'offerta di moneta della Banca Centrale



Parliamo un po' dell'offerta di moneta. Essa è determinata non solo dalla politica della banca centrale (come abbiamo visto nei post precedenti), ma anche dal comportamento degli individui e delle altre banche (che poi influenzano la politica della BC).

Essa è composta da:

M = C + D

con:
  • M = offerta di moneta
  • C = moneta circolante
  • D = depositi a vista

Per spiegare meglio l'offerta consideriamo il bilancio della banca A, che, per semplicità, è l'unica banca presente nel sistema. La quantità di moneta presente nell'economia è pari a 10000 euro:

BILANCIO BANCA A

Attività
Riserve 10000
Passività
Depositi 10000

In questo ipotetico mondo, l'offerta di moneta è pari ai 10000 euro delle riserve della banca, mentre se non ci fosse stata la banca essa era pari al circolante. Se le banche trattengono a riserva il 100% dei depositi il sistema bancario non influenza l’offerta di moneta.

Ipotizziamo ora che una quota venga utilizzata per dei prestiti (80% ad esempio, trattenendo solamente il 20% delle quote dei depositi come riserva). Avremo:

Attività
Riserve 2000
Prestiti 8000
Passività
Depositi 10000

L'offerta di moneta sarà cresciuta di 8000 in quanto:
M = C + D ---> M = Prestiti + D ---> M = 8000 + 10000 = 18000

Questo sistema, definito a riserva frazionaria, influenza e modifica l'offerta di moneta.

Prediamo ora un caso più reale, in cui vi siano più banche nel sistema:

BILANCIO BANCA A

Attività
Riserve 2000
Prestiti 8000
Passività
Depositi 10000

BILANCIO BANCA B

Attività
Riserve 1600
Prestiti 6400
Passività
Depositi 8000

BILANCIO BANCA C

Attività
Riserve 1280
Prestiti 5120
Passività
Depositi 6400


Qui la situazione è più complicata, ma non impossibile. Ho preso una quota fissa per ogni banca che viene trattenuta dai depositi (20%), quindi:
  • Il deposito originario è di 10000
  • Prestiti Banca A: (1-0.20) x 10000
  • Prestiti Banca B: (1-0.20)2 x 10000
  • Prestiti Banca C: (1-0.20)3 x 10000
M totale = [1+ (1-0.20) + (1-0.20)2 + (1-0.20)3...] x 10000= (1/0.20) x 10000 = 50000


Ne consegue che, attraverso il sistema bancario, composto da più banche, l'offerta di moneta tende ad aumentare.

Detto questo vediamo da quali parametri dipende M:
  • Dalla quantità di denaro in circolazione (come abbiamo già visto: C + R = B, con B: base monetaria)
  • Dal rapporto C/D "cr"
  • Dal tasso di riserva adottato "rr"

CONTROLLO DELLA BANCA CENTRALE

La banca centrale riesce a gestire l'offerta di moneta con vari mezzi:
  • Fissando un "Tasso di sconto": esso è il tasso di interesse che pagano le banche alla banca centrale per ottenere la liquidità con cui soddisfano agli obblighi di riserva (vedi punto successivo)
  • Coefficiente di riserva obbligatoria (rr): la banca centrale fissa la quota di R a fronte dei D
  • Operazioni di mercato ordinario: acquisto e vendita di titoli che permettono alla banca centrale di controllare la quantità di denaro in circolazione
Nonostante questo, essa non riesce ad avere un controllo totale di M, poichè non controlla il rapporto C/D, non possono aumentare rr e le banche non si rivolgono necessariamente alla banca centrale per soddisfare gli obblighi di riserva (attraverso la liquidità).

LA DOMANDA DI MONETA

Fino ad ora, la nostra funzione di domanda di moneta era la seguente:

(M/P)d = L(i,Y)

Questa funzione vale solamente se non si considerano i fondi comuni di investimento monetario. Se aggiungiamo quelli, allora la funzione diventerà:

(M/P)d= L (rs, rb, πe, W)

con:
  • rs=rendimento atteso delle azioni,
  • rb= rendimento atteso delle obbligazioni
  • πe= inflazione attesa
  • W=ricchezza reale


LinkWithin

Related Posts with Thumbnails