10/02/11

Il Modello Fordista e il Postfordismo



FORDISMO

Il modello fordista si è sviluppato fino agli anni 70 dello scorso secolo. Lo scopo era quello di internalizzare per sfruttare le economie di scala che, come abbiamo visto, diminuiscono i costi. Le strutture erano gerarchizzate.

Si distinguere 3 relazioni:

1. Rispetto a Sistema delle Attività Produttive: produzione di massa standardizzata (massima quantità di prodotti uniformi ottenuti con la catena di montaggio); grande e dominante impresa centralizzata, con segmenti separati di processi produttivi, mansioni e pianificazioni di produzione di lungo periodo
2. Rispetto a Stato e Mercato: partecipazione diretta dello Stato (ENI, FS…); sostegno alle grandi imprese da parte dello Stato con assunzione dei costi delle economie esterne; politiche economiche a sostegno della domanda (incentivi); mercato prevalentemente nazionale
3. Rispetto al Territorio: concentrazione su aree dotate di infrastrutture materiali (di solito trasporti); indifferenza verso condizioni ambientali ed ecologiche; indifferenza verso la presenza di risorse immateriali (ad esempio: risorse umane qualificate)

Caratteristiche: grande dimensione degli impianti, grandi investimenti di capitali, integrazione verticale al ciclo produttivo, produzione beni di massa, Taylorismo (catena di montaggio), apposito sistema di regolazione capitalistico (welfare state), concentrazione funzioni produttive in spazi ristretti, economie di scala, economie di agglomerazione, predominio del settore industriale.

POST FORDISMO

Negli anni 70 tutto questo però entra in crisi, arrivando così al “Post Fordismo” detto anche “Capitalismo Post-Industriale”. Questo modello metteva al centrò il concetto di “flessibilità”, che andata in contrapposizione al concetto di “rigidità” che aveva contraddistinto il Fordismo.
Il Post Fordismo caratterizza i paesi industrializzate, influenzandone anche i rapporti con gli altri paesi. E’ caratterizzato dalla produzione di beni differenziati in modo flessibile nel mercato del lavoro, nell’organizzazione della produzione o di quella territoriale, innovazione tecnologica e cicli economici.

Trasformazione Produzione: varietà di forme organizzative flessibili, nuove possibilità di scomposizione dei cicli produttivi, grandi imprese multinazionali, nuova domanda di beni personalizzati e qualitativi.

Nuovo Ruolo del Territorio: luogo in cui sono sedimentari specifici connotati naturali, storici, sociali e culturali. Storper (1998) ha definito il territorio anche come luogo in cui si scambiano anche beni relazionali. E’ il luogo in cui esistono economie esterne all’impresa ma interne ad esso, uniche e difficili da replicare in altri posti.
Il territorio è protagonista della vita dell’impresa.
Essendo diversificato, vi è una evidente frammentazione geografica di filiere produttive e funzioni aziendali.
L’impresa deve saper sfruttare le opportunità localizzative e i vantaggi che il territorio mette a disposizione. Diviene più aperta e mobile rispetto al passato: l’attività è globale, i modelli spaziali sono differenti infatti nasce il concetto di impresa-rete (vi sono reti di imprese collegate fra di loro9 e le funzioni aziendali non sono più concentrate tutte assieme.

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