26/10/10

Metodi di valutazione delle rimanenze di materie prime: il costo medio ponderato



Vi sono diversi metodi di configurazione dei costi variabili industriali. Noi andremo ad analizzare i più utilizzati:
• Costi medi ponderati (di periodo e d’acquisto)
• Costi FIFO
• Costi LIFO (LIFO continuo e a scatti)


Prendiamo come esempio di applicazione dei vari metodi queste movimentazioni:

DATA

ACQUISTI

PRELIEVI

PREZZO ACQ (in euro)

15/1

14500

0.215

25/3

18000

0.222

15/5

18000

25/6

16000

20/10

7000

0.234

10/10

14000

20/11

5800

0.260

15/12

6200

0.245



Le rimanenze iniziali erano di 10200 unità valutate ad un costo unitario di 0.215€. Alla fine dell’esercizio si avranno in rimanenza 13700 unità di MP.

COSTO MEDIO PONDERATO

Il criterio del costo medio ponderato risolve i problemi di valutazione che hanno le imprese ad elevata produzione di quantità di beni (produzione in serie). Esso è un costo effettivo, calcolato rapportando il prezzo unitario per quantità con la somma delle quantità entrate a magazzino. Questo è il costo medio ponderato d’acquisto; se a queste si aggiungono le rimanenze iniziali, si ha il costo medio ponderato di periodo.


Costo Medio Ponderato d’Acquisto:

Il costo delle rimanenze finali di materie prime sarà:

CMP unitario: (14500 x 0.215 + 18000 x 0.222 + 7000 x 0.234 + 5800 x 0.260 + 6200 x 0.245)/Quantità = 0.23

Costo totale: 13700 x 0.23 = 3137.3

Ipotizzando un valore di mercato delle rimanenze di materie prime pari a 3288, il valore iscritto a bilancio sarà quello calcolato con il CMP d’acquisto.

Costo Medio Ponderato di Periodo

Uguale al precedente, solo che bisogna aggiungere le rimanenze iniziali. Calcolandolo si ottiene:

CMP unitario = 0.226

Costo totale: 13700 x 0.226 = 3096.2

Ipotizzando un valore di mercato delle rimanenze di materie prime pari a 3288, il valore iscritto a bilancio sarà quello calcolato con il CMP d’acquisto


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